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TROMINO

Lo strumento denominato TROMINO è un dispositivo digitale innovativo, coperto da brevetto internazionale, prodotto dalla ditta MICROMED SRL.

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Il modello usato da Giara Engineering s.r.l. è corredato daL software dedicato Grilla.

Il principio teorico su cui si basa, la misura dei tremori, è stato studiato fin dalla fine del sec. XIX.

Attorno al 1870, a Bologna, Timoteo Bertelli progettò e costruì uno strumento semplice ma accurato, leggero ed economico per la misura dei tremori sismici.

Lo chiamò tromometro, dalla parola greca τρομος che significa tremore.

Nella sua versione originale, il tromometro consisteva in un pendolo orizzontale con una massa di 100 g appesa ad un sottilissimo filo di rame lungo 1.50 m, racchiuso in un tubo atto a proteggerlo dalle correnti d'aria. La posizione della massa veniva osservata attraverso un microscopio con oculare micrometrico in grado di distinguere tremori di ampiezza inferiore a 10-6 m.

Attualmente, il tromografo digitale progettato specificamente per l'acquisizione del rumore sismico è dotato di tre sensori elettrodinamici (velocimetri) orientati N-S, E-W e verticalmente, è alimentato a batterie ed è fornito di GPS interno.

I dati di rumore, amplificati e digitalizzati a 24 bit equivalenti, vengono acquisiti alla frequenza di campionamento di 128 Hz.

Durante un terremoto, che si può immaginare come un episodio di rumore fortissimo, le ampiezze possono raggiungere intensità fino a 10(10) volte maggiori del rumore di fondo.

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In questo caso, se la frequenza di risonanza del suolo e quella dell'edificio su di esso costruito sono uguali, viene indotta un'oscillazione risonante accoppiata, detta amplificazione sismica, che accresce enormemente le sollecitazioni sull'edificio.

L'amplificazione sismica è la prima causa dei danni agli edifici durante un terremoto, molto più della grandezza stessa del terremoto.

Un esempio notevole di amplificazione sismica si è avuto in anni recenti, il 19 settembre 1985, quando un terremoto "medio" (M=6.6) colpì il Messico Centrale producendo danni modesti vicino all'epicentro, ma provocando il crollo di 400 palazzi a Città del Messico, distante 240 km dall'epicentro.

Analisi successive hanno mostrato come Città del Messico sia costruita su di un bacino sedimentario la cui frequenza, circa 1 Hz, è identica a quella dei palazzi di 10 piani che risultarono essere i più danneggiati dal terremoto.

Allo stesso modo, il terremoto calabro-messinese del 28 dicembre 1908 (M=7.2) distrusse il 95% delle case di Messina ma lasciò praticamente intatte tutte quelle costruite su roccia e quindi non soggette a amplificazione sismica.

Alla luce di quanto esposto, l'utilizzo del rumore di fondo come funzione di eccitazione per identificare in maniera passiva, non intrusiva, rapida e poco costosa, le frequenze di risonanza degli edifici e del sottosuolo, soprattutto attraverso lo studio dei contenuti spettrali, sta rapidamente diventando molto popolare.

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